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Botte da orbi a Roma, le conseguenze in Sicilia?
Lombardo sul filo di lana, barra al centro. Miccichè in territorio favorevole

29 luglio 2010 13:25
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Il Lombardo quater è stato oscurato dalla Grande Guerra in corso a Roma fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Una guerra che si combatte su più livelli, mediatici e politici. La Sicilia è entrata nello scontro furibondo fra i due cofondatori: è stata rimproverata a Gianfranco Fini la sua indulgenza verso Raffaele Lombardo, alleato del Pdl Sicilia, il gruppo parlamentare composto da deputati regionali ex AN ed ex forzisti vicini a Fini e Miccichè. Doppiopesismo, insomma.

 

La legalità è una bandiera da sventolare sempre, gli viene rimproverato dai giornali del Cavaliere con accenti molto aspri. Chi pretende che il coordinatore nazionale del Pdl, Verdini, i sottosegretari Caliendo e Cosentino, e il Ministro Brancher vengano dimissionati, ma lascia in sella il governatore siciliano, non sarebbe credibile.


La scissione siciliana, come si ricorderà, fu al centro del battibecco fra Berlusconi e Fini durante l’ormai celebre direzione del partito. Fu Fini a rimproverare, in quell’occasione, l’acquiescenza del Premier verso la scissione siciliana guidata da un sottosegretario del governo in carica, Gianfranco Miccichè. Il Presidente addebitava al Cavaliere di essere assai sensibile al dissenso dei finiani e di sopportare la spaccatura del partito senza muovere un dito in Sicilia.


Il confronto si concluse con l’impegno di Berlusconi ad intervenire nella vicenda siciliana da lì a qualche giorno. Naturalmente non se n’è fato niente, anzi, da qualche mese a questa parte le quotazioni dei capo dei ribelli, Miccichè, sono notevolmente cresciute perché è l’unico leader in Sicilia a mantenere un solido rapporto con il Premier e con Lombardo. Una rendita di posizione che Miccichè ha sfruttato sapientemente, mettendo all’angolo sia i suoi nemici interni – da Schifani a Alfano – sia quelli esterni, i democratici bloccati sulla soglia del governo.


Questa evoluzione favorevole del quadro politico aumenta le chances della candidatura di Miccichè alle prossime regionali e i timori, da parte del correntone Pdl avverso al sottosegretario, di ritornare alla “tirannia” miccicheiana successiva alla discesa in campo del Cavaliere.


L’Udc si trova all’incrocio e, a causa di una serie di circostanze non prevedibili, subisce pressioni esterne molto forti. Ciò che è già avvenuto nel Pdl e, in qualche misura nel PD, potrebbe accadere nell’Udc. Il gruppo parlamentare regionale ha perso alcuni pezzi ed è nato un gruppo misto “federato” (i componenti hanno messo in rete le loro associazioni) che compete con il partito di Casini nell’area di Centro e con l’Udc, del quale non apprezza la dirigenza siciliana.


Il neo-nato gruppo misto, forte di sei unità, ha manifestato platealmente il suo interesse a fare parte del Lombardo quater, anche in aperto contrasto con l’Udc, che peraltro nicchia per via soprattutto della forte contrarietà espressa dall’ex governatore, Totò Cuffaro.


Lombardo, tuttavia, si muove su due fronti, quello locale e l’altro, nazionale. Sul primo prevale il pragmatismo, ha margini angusti e deve assecondare umori e bisogni multipli; sul secondo prevale la collocazione politica di centro, e quindi un’alleanza organica con Pierferdinando Casini.


Ma il quadro politico siciliano può risentire dei contraccolpi della Grande Guerra. Berlusconi fa quadrato e prepara il suo secondo divorzio (dopo la moglie, il cofondatore) nel giro di qualche anno. Ha fatto sapere che la voglia di dialogo, manifestata a Giuliano Ferrara da Gianfranco Fini sul Foglio, arriva fuori tempo massimo e, per giunta, non appare affatto credibile.


La frattura scomposta del Pdl, giudicata irreversibile, avrebbe sicuramente conseguenze in Sicilia, dove il ribelle Miccichè privilegia Berlusconi a Fini. Il collante governativo, piuttosto che il rap del sottosegretario, potrebbe fare il miracolo di tenere in piedi il gruppo scissionista composto da finiani e berlusconiani. In tal caso assisteremmo ad un salto carpiato doppio con difficoltà altissima: il capo dei ribelli, legato a doppia mandata al leader del partito, sarebbe alleato con i seguaci del “nemico” del leader per governare insieme a Lombardo, che ha abiurato al centrodestra.


Ma quale maggioranza avrà il quater? Mpa e Pdl Sicilia, naturalmente. E il gruppo misto, assai probabilmente. L’Udc siciliano non c’è ancora, e nemmeno il PD, che non sa che pesci pigliare sia per via dell’inchiesta quanto per via delle ultime iniziative politiche del governatore sponsorizzate da Miccichè (con riavvicinamento a Berlusconi).


I patti sono in alto mare, le presenze nel governo da contrattare. Sui tecnici c’è un braccio di ferro in corso. Di sicuro la rappresentanza Pdl resta invariata, si dovrà fare spazio in giunta al gruppo misto e non scontentare i tecnici del Pd, che restano con un piede dentro ed uno fuori.
 

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Anonimo 01 agosto 2010   15:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 agosto 2010. Visualizza »

Vogliamo la Sicilia indipendente dagl'ascari e pseudosiciliani colonizzati al soldo degl'italici e mafiosi

Vuole anche la libertà dall'ortografia, mi pare.

Anonimo 01 agosto 2010   02:06

Vogliamo la Sicilia indipendente dagl'ascari e pseudosiciliani colonizzati al soldo degl'italici e mafiosi

Anonimo 31 luglio 2010   09:48
L'utente ha risposto al commento anonimo del 31 luglio 2010. Visualizza »

Indubbiamente in Sicilia la confusione regna sovrana, Lombardo che pur di stare a galla si barcamena fra Miccichè che lo comanda a bacchetta e a sua volta in guerra con il ormai ex PDL ufficiale e approfitta dei finiani che stanno con lui al governo e il PD che con l'antimafioso in carriera (LUMIA) soprattutti cerca a tutti i costi di entrare nella stanza dei bottoni a spese di chiunque purchè Lui rimanga a galla e abbia un minimo di visibilità, approfitta anche dell'appogio di quei quattro personaggi inutili che pur di stare a cavallo si sono andati a collocare con Rutelli, infine c'è anche l'UDC con a capo della segreteria quell'altro inutile e incapace di Romano (ex figlioccio del noto Cuffaro a sua volta contro Lombardo).

E' chiaro che se non si decidono soprattutto Casini e Fini con Rutelli a fare questo grande centro e buttano fuori il colombiano guascone, tolgono dalle palle quell'inutile Romano e possono finalmente con l'MPA costituire una maggioranza stabile che possa decidere e dare una svolta politica ai destini della Sicilia Signori miei siamo a mare !! 

FINALMENTE UN ARTICOLO CONSONE AL MIO PENSIERO!!!!!!!!!!!!! PDL SICILIA+ UDC+ MPA +CUSUMANOCARDINALE+GRUPPO MISTO=GOVERNABILITA' IN SICILIA E' UNA FORTE RAPPRESENTANZA,DETERMINANTE A ROMA,A DISCAPITO DELLA LEGA.PASQUINO1800.

Anonimo 30 luglio 2010   10:14

Indubbiamente in Sicilia la confusione regna sovrana, Lombardo che pur di stare a galla si barcamena fra Miccichè che lo comanda a bacchetta e a sua volta in guerra con il ormai ex PDL ufficiale e approfitta dei finiani che stanno con lui al governo e il PD che con l'antimafioso in carriera (LUMIA) soprattutti cerca a tutti i costi di entrare nella stanza dei bottoni a spese di chiunque purchè Lui rimanga a galla e abbia un minimo di visibilità, approfitta anche dell'appogio di quei quattro personaggi inutili che pur di stare a cavallo si sono andati a collocare con Rutelli, infine c'è anche l'UDC con a capo della segreteria quell'altro inutile e incapace di Romano (ex figlioccio del noto Cuffaro a sua volta contro Lombardo).

E' chiaro che se non si decidono soprattutto Casini e Fini con Rutelli a fare questo grande centro e buttano fuori il colombiano guascone, tolgono dalle palle quell'inutile Romano e possono finalmente con l'MPA costituire una maggioranza stabile che possa decidere e dare una svolta politica ai destini della Sicilia Signori miei siamo a mare !! 

Anonimo 29 luglio 2010   23:46
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 luglio 2010. Visualizza »

Sono d'accordo con quanto scritto nell'articolo di sotto, e anch'io sono d'accordo che che non si prevede nulla di buono in questa legislatura, ormai il dado è tratto.

Quindi al governatore non rimane altro da fare, che avere il coraggio di osare, dimettersi e dare la possibilità ai siciliani di scegliere il nuovo esecutivo che dovrà sedere in assemblea.

Sicuramente se Lombardo farà questo, ne potrà trarre solo vantaggi a discapito di chi ha fatto si, che la nostra terra soffrisse in questi ultimi anni.

Giuseppe 

Ma di quale Governo si parla ?  La Sicilia è <Governata> ?  O forse per governo intendiamo quella forma di gestione del territorio che ha caratterizzato la dominazione greca del V e IV secolo a.C. quando erano in guerra fra loro i vari tiranni .... agrigentini contro siracusani, gelesi contro messinesi e contro catanesi ..... lontane Atene contro Sparta ... e la loro guerra si riperquoteva in Sicilia?  Se così fosse ... 2400 anni buttati al vento senza nulla di fatto!  Un vero successo!

Anonimo 29 luglio 2010   18:36
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 luglio 2010. Visualizza »

Oggettivamente parlare di governo, di amministrazione, di fronte ad una continua esplosione in gruppi e gruppuscoli della politica siciliana è chiedere troppo.

Lombardo ha una politica coerente, con una maggioranza stabile riuscirebbe a cambiare realmente le cose in Sicilia, ma deve fare i conti con una Assemblea impazzita, dietro la quale c'è un mondo politico pieno di scheggie impazzite. Questo rende il nostro Paese (la Sicilia) ingovernabile se non a vista.

Ma qual è la via d'uscita? Il governo di legislatura certo, ma con chi? Tutti sono contro tutti e alla saggezza si risponde con il massimo dell'opportunismo.

Mah! non prevedo molto di buono.

Sono d'accordo con quanto scritto nell'articolo di sotto, e anch'io sono d'accordo che che non si prevede nulla di buono in questa legislatura, ormai il dado è tratto.

Quindi al governatore non rimane altro da fare, che avere il coraggio di osare, dimettersi e dare la possibilità ai siciliani di scegliere il nuovo esecutivo che dovrà sedere in assemblea.

Sicuramente se Lombardo farà questo, ne potrà trarre solo vantaggi a discapito di chi ha fatto si, che la nostra terra soffrisse in questi ultimi anni.

Giuseppe 

Anonimo 29 luglio 2010   16:05

Oggettivamente parlare di governo, di amministrazione, di fronte ad una continua esplosione in gruppi e gruppuscoli della politica siciliana è chiedere troppo.

Lombardo ha una politica coerente, con una maggioranza stabile riuscirebbe a cambiare realmente le cose in Sicilia, ma deve fare i conti con una Assemblea impazzita, dietro la quale c'è un mondo politico pieno di scheggie impazzite. Questo rende il nostro Paese (la Sicilia) ingovernabile se non a vista.

Ma qual è la via d'uscita? Il governo di legislatura certo, ma con chi? Tutti sono contro tutti e alla saggezza si risponde con il massimo dell'opportunismo.

Mah! non prevedo molto di buono.

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