La nuova editoria sta soppiantando quella vecchia. Ormai è un dato di fatto, il giornalismo sta cambiando e le testate per sopravvivere devono adeguarsi alle nuove tecnologie. Molti considerano questo cambiamento ancora troppo lontano per giustificare uno sforzo a questo rinnovamento. Per gli scettici è arrivata, però, una notizia che potrebbe definirsi un fulmine a ciel sereno.
Per la prima volta, infatti, il prestigioso premio Pulitzer è stato assegnato ad un sito web sull'informazione indipendente nato e cresciuto sull'on-line. La redazione di Pro Publica è composta da 32 giornalisti ed inviati ed è riuscita a vincere l'ambito premio grazie ad una mega inchiesta sulle morti sospette all'ospedale di New Orleans dopo l'uragano Katrina. Alla fine è stato scoperto che, in diversi casi, i medici incapaci di curare i feriti causati dall'uragano effettuavano l'eutanasia.
Il premio Pulitzer a Pro Publica è stato solo l'ultimo segnale di un mondo che sta cambiando. I media digitali hanno rivoluzionato il mondo dell'informazione ed è stato molto forte il loro impatto sia sulla diffusione e sia sulla pubblicità dei giornali”. Pro Publica si autofinanzia grazie ai contributi annuali di due magnati e ai lettori non costa assolutamente nulla.
Non è la prima volta che un Premio Pulitzer va al giornalismo online, ma è la prima volta che una testata esplicitamente ‘non-profit’ sale ai vertici del giornalismo mondiale.
I premi Pulitzer di quest'anno, tuttavia, sono un chiaro messaggio di innovazione. Tra i vincitori ci sono anche Mark Fiore, vignettista che pubblica esclusivamente on-line, e il Seattle Times, giornale locale premiato per il suo utilizzo di Twitter, che usa per ottenere segnalazioni dai lettori.
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