Maurizio Zamparini non ha visto la pantera che si aggira nella periferia di Palermo, ma ha visto le geometrie perfette disegnate da chissà chi sui suoi terreni in Friuli. Non avrebbe potuto imbattersi nel terribile felino perché non frequenta i suburbs del capoluogo siciliano, direte. Vero, ma non è sufficiente per spiegare il fenomeno: il presidente del Palermo calcio non frequenta nemmeno i sobborghi delle città venete e non veglia i suoi terreni per evitare le incursioni degli Ufo.
Zamparini non può imbattersi nei fantasmi, non materializza le leggende metropolitane perché ne è incapace. Prende atto di ciò che vede e si pone delle domande quando ciò che vede non trova una spiegazione plausibile.
Dopo avere osservato a lungo le sfere disegnate da mano ignota, ha confessato ad un nostro cronista che non riesce a trovare una buona ragione che spieghi il fenomeno. Non avendo alcuna dimestichezza con gli alieni, piuttosto con personaggi con il pelo lungo sullo stomaco, avrebbe voluto capire che cosa sia successo su quel fazzoletto di terreno e come abbiano fatto a realizzare quel lavoro perfetto, ma non ha trovato la quadra e si è arreso senza ostinazione. “Per me non è roba nostra”, ha detto più o meno, nel senso che quanto avvenuto rimanda “altrove”. Gli Ufo? Chi lo sa, Zamparini non entra nel tunnel delle credenze popolari, si limita tuttavia a escludere la mano dell’uomo. Che è già tanto per una persona prammatica ed intrisa di concretezza, forse troppo, come lui.
La “confessione” di non sapere spiegare il fenomeno, quell’allargare le braccia, tuttavia, hanno regalato agli italiani un uomo diverso da quello comunemente conosciuto, rivelando l’aspetto “umano” di Zamparini. Di lui è prevalsa la dura scorza dell’imprenditore che non fa sconti, il fiuto negli affari, il carattere umorale, la marginalità degli “affetti” nelle decisioni importanti, la leggerezza con cui ha messo alla porta personaggi che fino al giorno prima tenuti in grande considerazione.
Nessuno sarebbe più lontano dagli alieni di quanto non lo sia Maurizio Zamparini, che raffigura, a torto per molti versi, un duro ai limiti del cinismo, il padrone che “fa e sfa” quello che vuole.
Dobbiamo rivedere ogni cosa se Zamparini non esclude la presenza degli alieni. Significa che non esclude il fatto che non si possa vivere in altro modo, che la diversità ci sia e vada presa in considerazione.
A questo punto ci tocca di confessare qualcosa: non abbiamo avuto in gran spolvero Maurizio Zamparini a causa della sua arroganza e dei suoi colpi di testa. L’avremmo “spiccicato” al muro quando ha trattato a pesci in faccia il povero Guidolin, con il quale ha raggiunto un record di separazioni. Questa furibonda avversione è stata sempre mitigata da una considerazione: senza di lui il Palermo non esisterebbe, non ci sono stati imprenditori siciliani capaci di tirare su una società di calcio e farla vivere con dignità. E quando ci è stato fatto notare che il veneto Zamparini ha fatto buoni affari a Palermo, abbiamo alzato le spalle. Perché non avrebbe dovuto fare affari, è un imprenditore, è questo il suo mestiere. Se non avesse fatto buoni affari, quale altro motivo avrebbe dovuto spingerlo a comprare una società come il Palermo, un’idrovora di risorse pubbliche e private?
Maurizio Zamparini, è questo che abbiamo imparato dagli Ufo, va conosciuto meglio. Accanto all’umoralità, pare che conservi buoni sentimenti ed una naturale attitudine a dire quel che pensa. Non è cauto, ma avventato e istintivo. Per chi considera l’istinto la prima luce dell’intelligenza, questo non è un aspetto negativo.
E poi perché gli Ufo hanno scelto il suo terreno e non quello di chiunque altro per dare prova della loro dimestichezza con l’arte del disegno? Sì, certo, Zamparini avrebbe assicurato grande visibilità al loro lavoro, ma anche una “verità” che altri non avrebbero avuto l’animo di rivelare, che sì, gli Ufo potrebbero perfino esistere. Giusto come esiste il Palermo calcio.