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La settimana dell’idiozia non è finita. Siciliani i più stupidi, giubilo per le frane nell’Isola, scommesse sulla durata della vita. C’è altro?

19 febbraio 2010 18:01
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La settimana dell’idiozia non è ancora scaduta. Probabilmente ci vuole qualche altro giorno nella migliore delle ipotesi ma potrebbe darsi che duri a lungo e che invece di una settimana alcuni eventi ci stiano facendo “festeggiare” il mese, o l’anno, degli idioti. Non che questa categoria, alla quale rischiamo di appartenere ogni momento, costituisca una novità, ma per la quantità e la qualità delle iniziative che essa è riuscita a mettere

in campo nel giro di poco tempo.
E’ cominciata, come ricorderete, con gli studi dello scienziato irlandese che aveva speso tanto tempo e fatto severi studi per scoprire che i siciliani sono i più stupidi d’Italia e che i friulani sono i più intelligenti a causa del fatto che i siciliani sono un’accozzaglia di geni diversi, hanno mescolato bianchi, neri, meticci, europei, africani e così via. La diversità ad avviso dell’irlandese, non è una buona cosa. Ma causa di un indebolimento delle facoltà intellettive, indebolimento che si aggrava di generazione in generazione.
L’irlandese non è un allievo di Adolf Hitler, ma ha letto con scrupolo il Mein Kampf (La mia battaglia), traendone sollievo e alcuni spunti da cui potrebbe essere partito per innovare il genoma dei popoli del sud, siciliani in particolare.
Il secondo episodio è casuale. Abbiamo scoperto che alcuni rispettabili businessmen – italiani? – fanno buoni affari con le scommesse. Fin qui niente di eccezionale. Le scommesse propongono buoni affari. Soprattutto per chi li propone. Solo che l’oggetto della scommessa, stavolta, non sono i cavalli, le partite di calcio, ma l’esistenza in vita degli uomini celebri. Si scommette sulla morte, insomma. Si impegnano somme ingenti scommettendo che nel corso dell’anno quell’attore, cantante, manager, uomo politico lascerà questa terra. Se indovina intasca il premio. Naturalmente più stretto è il periodo, maggiore sarà il premio; più giovane è l’età del morituro, più alta la ricompensa.
Si tratta di stupidità? Per noi, sicuramente sì. Ma attenzione, la stupidità non va ricercata  fra gli inventori delle scommesse sulla morte, ma fra coloro che scommettono. Il cinismo – figlio della cattiveria e dell’egoismo esasperato – ospita una buona dose di idiozia anche quando alberga in uomini geniali. Si può essere intelligenti e molto stupidi insieme, infatti. Non solo perché anche Omero dorme e abbandona l’arte per un tratto, ma perché niente si conquista per sempre, né l’intelligenza né il buonsenso.
Il terzo episodio arriva da Facebook, dove troviamo un gruppo di stupidi che inneggiano alle frane che stavano distruggendo un pezzo della Sicilia. Si manifesta giubilo e si canta vittoria. Non è una novità, qualche tempo fa si trovavano scritte, nel Nord, come “forza Etna”. Non è caso di generalizzare comunque. Gli stupidi abitano ovunque. Vorreste che non ci fossero in Rete?
Portate pazienza dunque e, piuttosto, guardatevi attorno e dentro. Non si finisce mai di conoscere il mondo e noi stessi. Non ne parliamo per sentito dire, ma perché il ricordo delle nostre stupidaggini ci insegue ovunque andiamo.

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Anonimo 20 febbraio 2010   19:18

Bisogna meditare. Fare un esame di coscienza e capire che 'con il mescolo che si mescola si viene mescolati'. Se però si insiste e si è presuntuosi ed arroganti vuol dire che tutto ciò che è accaduto probabilmente non basterà.

Ed ecco le scritte, ed ecco le scommesse. Quando cesseranno vorrà dire che l'equilibrio è stato ragginto. 

A volte basterebbe accettarsi o accettare i propri limiti. E questo vale per tutta l'umanità. Ma il più delle volte le pulsioni, gli istinti prevalgono. Questi sono i frutti dei teorici dell'eguaglianza forzata dei diritti dal basso all'alto. Mica tutti possono essere falegnami o carpentieri o ingegneri. Ognuno dovrebbe avere il suo piccolo o grande ruolo. Questà è meritocrazia. Ma visto che questo non si può pretendere in una società opulenta dove c'è un po' per tutti non restava che la crisi che ristabilisca gli equilibri. La crisi è stata creata non da chi lavorava ma da chi speculava da chi pretendeva al di sopra delle proprie possibilità. Sopravviveranno solo gli uomini di buona volontà. Amen.  

Anonimo 19 febbraio 2010   23:44

Povero mondo, o meglio dire: povera Italia, quanti stupidi ci sono.....

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