(Belfagor) Ormai è una questione di tempo. Ma in politica il tempo scorre cadenzato da compromessi essendo la politica stessa un continuo scendere a patti, più o meno nobili e morali.
E tutti ci chiediamo quando avverrà la resa dei conti tra Fini e Berlusconi.
Intanto il Premier ha deciso e comunicato ufficialmente che non commenterà le dichiarazioni del Presidente della Camera.
Il punto di svolta, al di la delle
Ora c’è sul tappeto la questione P3-Verdini. Il coordinatore del PDL ha lasciato l’incarico presso la Banca di Credito Cooperativo Fiorentino e Fini ieri ha dichiarato che chi è indagato deve abbandonare gli incarichi di partito.
Scende quindi il gelo nel PDL e Cicchitto dichiara che Fini vuol distruggere il partito.
Strana dichiarazione, forse autolesionista, che implicitamente comporta il timore che il PDL possa essere distrutto dalla questione morale posta da Fini.
Bondi accusa Fini di venir meno al suo ruolo istituzionale: non sembra e comunque qui di gente che “viene meno” al suo ruolo e lo piega ai suoi bisogni, anche familiari, se ne vede tanta.
Certo la maggioranza ha ragione quando dice che non si può lasciare ai PM la decisione su chi deve avere incarichi di partito o meno, ma è anche vero che di uomini “al di sopra di ogni sospetto” in politica ve ne sono tanti. O no?
Facile prevedere una mozione di sfiducia nei confronti di Verdini e difficile pensare che questa vicenda potrà avere un epilogo diverso da quelle di Scajola, Brancher e Cosentino.
Fini pone la questione morale all’interno del PDL e difende Granata. Fini sfoglia il Governo come una margherita. Fini è fuori dal PDL.
Intanto la Lega approfitta della debolezza del Governo e oltre le polemiche di basso profilo con Alemanno, lancia la geniale idea dell’IVA e IRPEF ai Comuni, che disarticolerebbe ipso facto lo Stato apparato e l’unità fiscale riportandoci al Medio Evo.
La domanda finale è questa: Quando verrà buttato fuori dal PDL Gianfranco Fini?
Verosimilmente quando si consolideranno tre fatti:
Approvazione della Legge sulle intercettazioni;
Approvazione della manovra finanziaria con taglio agli Enti locali;
Decreti finali sul Federalismo fiscale;
Avveratesi queste tre condizioni, la resa dei conti sarà politicamente spietata e bisognerà contare i lupi e le pecore. Questo lo sa bene anche Fini.