Siamo di fronte alla peggiore Hollywood: quella mercantile e bacchettona.
Con questo attesissimo terzo capitolo della "TWILIGHT SAGA” tratto dalla serie fantasy scritta da Stephenie Meyer, arrivato ieri nei cinema di tutta Italia in contemporanea mondiale, viene da chiedersi: che "messaggio" arriva ai tantissimi teenager che si accalcano in coda nei cinema (ben dieci grandi sale in contemporanea solo a Palermo)?
Un rancido e bigotto inno alla castità prima del matrimonio. Un anacronistico e reazionario peana alla verginità (solo femminile, s'intende) e alla passione castrata in una "promessa ufficiale" con tanto di anello di fidanzamento, spacciati per valori primari che ci dobbiamo sciroppare come pistolotto iniziale e di chiusura di un film complessivamente noioso e stiracchiato.
E per giunta a farci la morale qui sono dei "vampiri": proprio quei frequentatori della notte che credevamo di conoscere come pallidi e spietati paradigmi della "diversità". Quei temibili succhiasangue che nell'immaginario letterario e cinematografico abbiamo sempre "sanamente" associato al gusto dell'eccesso, del proibito, all'esperienza del limite (indimenticabili e assolutamente da riscoprire, ad esempio, i vampiri di "Near Dark - il buio si avvicina", 1987, poco noto film d'esordio di Kathryn Bigelow, oggi premio Oscar per il meno convincente "The Hurt Locker").
L'autore di questa "cosa scritta su questo giornale", gentile lettore, gode della nostra fiducia professionale, per questo rispettiamo il Suo punto di vista, così come rispettiamo quello di qualunque altro lettore che tratti con la sobriertà e attenzione che merita chiunque esprima un punto di vista diverso dal nostro. Ci pare di capire che Ella non condivide la nostra iniziativa di aprire una pagina dedicata al cinema e di non gradire per niente che si critichi un film che non piace o piace fino a un certo punto all'autore della recensione. Temo che dovrà farsene una ragione; se continuerà a leggerci, ma ne dubito. Le capiterà altre volte di leggere ciò che non condivide. Non crediamo di farLe un danno, basterà che Lei legga i grandi giornali citati, affidabili e politicamente corretti, perché non abbia la ventura di imbattersi in opinioni che non condivide.Fuori dai denti, ci sembra di avere subito una dose di supponenza elevata. Cordialità
Ancora una volta il Direttore di questa testata si dimostra un autentico difensore della libertà di espressione, in un ambito locale dove prevale la libertà di esprimere banalità, opinioni prudenti e riverenti verso le logiche dei SS. Mercato & Botteghino. Anche la libertà di denigrare persone competenti (preferibilmente esibendo scarse competenze linguistiche) gode di ottima salute, dalle nostre parti, e si palesa ogni volta che opinioni controcorrente osano uscire dalla semiclandestinità. Queste libertà vengono pur garantite, entro ampi limiti, negli articoli e commenti di Siciliainformazioni, ma senza far mancare l'opinione di chi da decenni guarda e studia migliaia di film. Un profondissimo conoscitore del cinema e della sua storia, conosciuto e apprezzato ovunque, recentemente colpito dal "nuovo che avanza", come usava dire Michele Serra. Pur essendo ufficialmente "esperto storico del cinema" - unico dirigente regionale con questa qualifica, per aver vinto un concorso pubblico - Rais è stato infatti gentilmente sollevato da un incarico di grande responsabilità, che richiede(va) grande competenza specifica. Al suo posto una persona che si è sempre occupata di tutt'altro, pur non potendosi escludere che abbia frequentato sale cinematografiche, da comune spettatore e nel tempo libero. Spero, come tanti osservatori di grandezze e miserie della cultura in Sicilia, che il responsabile di questo errore politico faccia tempestivamente marcia indietro. Quanto meno per sé, per non perdere la faccia con gli interlocutori italiani e stranieri, quelli che sanno chi è Rais e non sanno chi è Di Miceli. In passato, del resto, l'assessore Strano in questione ha saputo fare una salutare autocritica, per quella impulsiva sceneggiata che lo rese famoso come "il parlamentare mangiatore di mortadella". A lui la scelta di tornare agli onori (o ai disonori) della cronaca, per cambiamenti in meglio o in peggio nella tormentata politica della nostra regione. Mi scuso per il cosiddetto "off topics", ma credo che certe clamorose notizie non debbano passare in sordina. Questa testata online dovrebbe essere ancora una volta in prima linea nel valorizzare le vere professionalità locali, e nel denunciare i casi in cui si ritiene - autolesionisticamente - di poterne fare a meno.
Cordialmente,
Dario Lo Cicero
gentilissimo signor alessandro, autore di questa cosa scritta su questo giornale
non capisco come mai un quotidiano come siciliainformazioni abbia deciso di aprire una rubrica cinematografica e poi affidare proprio alla sua "penna", la critica di uno dei film attualmente più in voga e chiacchierati.. sono totalmente in disaccordo con quanto da lei scritto, e le Sue osservazioni sono totalmente fuori luogo. probabilmente guardando il film stava pensando ai fatti suoi, anche perchè (vada ad imparare qualcosa su quotidiani come Repubblica o il Corriere della sera, ma a lei basterebbe anche Comingsoon.it) tutto quel preambolo sulla verginità, proprio, non c'appizzava niente, come si dice da queste parti: quello, infatti, era proprio l'ultimo dei messaggi che il regista, o il film, dovevano trasferire al pubblico, ma soprattutto, era solo un dettaglio di cui discutere una volta toccati i temi più importanti del film, della sceneggiatura o del film.
grazie mille per il tentativo, comunque. Se vuole fare per forza il "critico" , e distruggere qualcosa, prenda una zappa e si dia da fare nel suo giardino!!
Una buona serata, signor rais!
p.s. Lei scrive in chiusura "Ci toccherà rassegnarci, o sperare che Hollywood, come sempre ha fatto, sappia di nuovo stupirci prendendoci in contropiede". Anche noi ci siamo già rassegnati: non leggeremo mai più le cose che scrive su questo sito!!!
L'autore di questa "cosa scritta su questo giornale", gentile lettore, gode della nostra fiducia professionale, per questo rispettiamo il Suo punto di vista, così come rispettiamo quello di qualunque altro lettore che tratti con la sobriertà e attenzione che merita chiunque esprima un punto di vista diverso dal nostro. Ci pare di capire che Ella non condivide la nostra iniziativa di aprire una pagina dedicata al cinema e di non gradire per niente che si critichi un film che non piace o piace fino a un certo punto all'autore della recensione. Temo che dovrà farsene una ragione; se continuerà a leggerci, ma ne dubito. Le capiterà altre volte di leggere ciò che non condivide. Non crediamo di farLe un danno, basterà che Lei legga i grandi giornali citati, affidabili e politicamente corretti, perché non abbia la ventura di imbattersi in opinioni che non condivide.Fuori dai denti, ci sembra di avere subito una dose di supponenza elevata. Cordialità
gentilissimo signor alessandro, autore di questa cosa scritta su questo giornale
non capisco come mai un quotidiano come siciliainformazioni abbia deciso di aprire una rubrica cinematografica e poi affidare proprio alla sua "penna", la critica di uno dei film attualmente più in voga e chiacchierati.. sono totalmente in disaccordo con quanto da lei scritto, e le Sue osservazioni sono totalmente fuori luogo. probabilmente guardando il film stava pensando ai fatti suoi, anche perchè (vada ad imparare qualcosa su quotidiani come Repubblica o il Corriere della sera, ma a lei basterebbe anche Comingsoon.it) tutto quel preambolo sulla verginità, proprio, non c'appizzava niente, come si dice da queste parti: quello, infatti, era proprio l'ultimo dei messaggi che il regista, o il film, dovevano trasferire al pubblico, ma soprattutto, era solo un dettaglio di cui discutere una volta toccati i temi più importanti del film, della sceneggiatura o del film.
grazie mille per il tentativo, comunque. Se vuole fare per forza il "critico" , e distruggere qualcosa, prenda una zappa e si dia da fare nel suo giardino!!
Una buona serata, signor rais!
p.s. Lei scrive in chiusura "Ci toccherà rassegnarci, o sperare che Hollywood, come sempre ha fatto, sappia di nuovo stupirci prendendoci in contropiede". Anche noi ci siamo già rassegnati: non leggeremo mai più le cose che scrive su questo sito!!!
Io credo che The Twilight Saga sia tutto meno che hollywoodiana. Lo dimostrano gli attori: ragazzi semplici, che nelle interviste rispondono imbarazzati e insicuri e che rifiutano il lato peggiore della notorietà, la fama. Ma lo dimostrano anche i registi, che non hanno creato un film solo per fare successo e soldi, ma per partecipare a questo grande progetto che prima di entrare nelle sale cinematografiche aveva già ottenuto un buon successo nella carta stampata. I film si sa, non rispecchiano mai la tensione emotiva, la curiosità e l'intensità del libro da cui sono stati tratti.Tutto è molto più veloce, i dialoghi pià concisi, le emozioni meno vivide. Potrei elencare molte pecche di questo film, dall'errata traduzione del "ti amo" di Bella a Jacob (sarebbe dovuto essere un semplice "ti voglio bene"), alla mancanza dei riferimenti a "Cime tempestose", allo scarno discorso sull'avere o meno un'anima, sulla "terza moglie", ecc., ma purtroppo chi non ha letto il libro (anzi, i libri, se teniamo conto del piccolo volume sulla vita di Bree Tanner) non li può capire e non capirà mai a fondo questo film. Nella sua semplicità ci sono tutti gli ingredienti per rendere Eclipse un grande film. Ricordiamoci comunque che è un fantasy. Anche se la protagonista principale è umana il mondo in cui si ritrova è tutt'altro che umano, quindi via libera a sentimenti antichi (fidanzamento, matrimonio, romanticismo), e se questo significa noia, che noia sia! Spero che tutte le adolescenti, ma anche chi come me ha qualche anno in più, possa sognare grazie a questo film, perchè tutti noi ci auguriamo di poter vivere una storia d'amore a lieto fine come quella di Bella ed Edward.
Sono d'accordo. I libri li ho divorati, e anche se non sono una adolescente i brividi e le emozioni li ho vissuti in modo sorprendente. I film sono purtroppo meno intensi ma i tempi dei "film" sono molto diversi da quelli delle pagine di un testo, bisogna concentrare molte cose e sintetizzare una storia... se avessi fatto io la sceneggiatura avrei fatto scelte diverse, non avrei tralasciato passaggi per me fondamentali, ma rispetto il lavoro fatto e sono sicura che il successo ai botteghini non sarà dovuto solo alle orde di pubblico da soap-opera o agli adolescenti, ci saranno anche persone come me che moglie e madre grazie a twilight ho sognato e mi sono emozionata rivivendo anche alcune emozioni di quando il primo vero amore l'ho trovato io.
Io credo che The Twilight Saga sia tutto meno che hollywoodiana. Lo dimostrano gli attori: ragazzi semplici, che nelle interviste rispondono imbarazzati e insicuri e che rifiutano il lato peggiore della notorietà, la fama. Ma lo dimostrano anche i registi, che non hanno creato un film solo per fare successo e soldi, ma per partecipare a questo grande progetto che prima di entrare nelle sale cinematografiche aveva già ottenuto un buon successo nella carta stampata. I film si sa, non rispecchiano mai la tensione emotiva, la curiosità e l'intensità del libro da cui sono stati tratti.Tutto è molto più veloce, i dialoghi pià concisi, le emozioni meno vivide. Potrei elencare molte pecche di questo film, dall'errata traduzione del "ti amo" di Bella a Jacob (sarebbe dovuto essere un semplice "ti voglio bene"), alla mancanza dei riferimenti a "Cime tempestose", allo scarno discorso sull'avere o meno un'anima, sulla "terza moglie", ecc., ma purtroppo chi non ha letto il libro (anzi, i libri, se teniamo conto del piccolo volume sulla vita di Bree Tanner) non li può capire e non capirà mai a fondo questo film. Nella sua semplicità ci sono tutti gli ingredienti per rendere Eclipse un grande film. Ricordiamoci comunque che è un fantasy. Anche se la protagonista principale è umana il mondo in cui si ritrova è tutt'altro che umano, quindi via libera a sentimenti antichi (fidanzamento, matrimonio, romanticismo), e se questo significa noia, che noia sia! Spero che tutte le adolescenti, ma anche chi come me ha qualche anno in più, possa sognare grazie a questo film, perchè tutti noi ci auguriamo di poter vivere una storia d'amore a lieto fine come quella di Bella ed Edward.
Il film è tratto dal libro...e cerca di essere fedele. Non credo ci sia un messaggio da dare, chi ha letto il libro si aspetta di vedere ciò che ha letto. La lettura è libera e di conseguenza anche la scelta di andare al cinema!
Concordo...se ti fa schifo la storia dillo prima invece di insultare a gratis!
Non trovo nessun messaggio di castità prematrimoniale nel libro...se il simpatico giornalista che ha scritto l'articolo avesse letto almeno uno dei libri.. saprebbe che ha scritto una marea di *********!