L'eterno conflitto israelo-palestinese, ma visto da una prospettiva completamente diversa, originale, ha aperto ieri sera a Palermo, davanti a un folto pubblico, 'SoleLuna- Un ponte tra le culture', il Festival Internazionale di documentari sul Mediterraneo e l'Islam che si concludera' domenica prossima 25 luglio. Nella suggestiva cornice del Chiostro Sant'Anna, nel cuore del centro storico di Palermo, il direttore artistico del Festival, Giovanni Massa, ha presentato la quinta edizione
Prima di dare il via al Festival, SoleLuna ha ospitato sul palco del chiostro di Sant'Anna Karim Said, il giovanissimo mago del pianoforte che ha incantato per piu' di un'ora gli spettatori che hanno lungamente applaudito. Karim Said, musicista di origine palestinese ha appena 22 anni ma suona il pianoforte da quando aveva cinque anni. A otto anni si e' esibito per la prima volta da solista e due snni dopo ha eseguito il suo primo concerto per pianoforte. Said e' un pianista prodigio scoperto da Daniel Barenboim. Nonostante la giovane eta' si e' gia' esibito in piu' di venti paesi in giro per l'Europa, il Medio e l'Estermo Oriente suonando in teatri come il Bridgewater Hall di Manchester e il Royal Albert Hall di Londra. In programma, ieri sera, tra le altre opere, Suite francese n.5 in Sol maggiore di Bach e la Sonata 101 di Beethoven. ''Ci aspettiamo la stessa affluenza di pubblico dello scorso anno - ha aggiunto ancora il direttore artistico Giovanni Massa - I palermitani amano la cultura e in passato sono sempre venuti molto volentieri. E poi, l'ingresso e' anche gratis. E in tempi di crisi puo' solo fare comodo''. Particolarmente applaudito il primo documentario in concorso 'Jalla, the Orange's Clockwork' di Eyal Sivan, una produzione francese-tedesca-belga. Il documentario narra la storia del famoso frutto di origine palestinese, l'arancia, conosciuto nel mondo da secoli come 'l'arancia di Jaffa'. E' la storia di questa terra da cui il frutto proviene. La lettura ravvicinata della rappresentazione visiva del marchio Jaffa diventa una riflessione sui fantasmi orientalisti occidentali che aleggiano sulla 'Terra Santa' e lo Stato di Israele e uno strumento per rivelare la storia mai raccontata di cio' che un tempo era un'industria comune e un simbolo degli arabi e degli ebrei in Palestina. Il suo regista, nonostante sia israeliano, ha da tempo deciso di rifiutare la politica israeliano. Al punto che pochi mesi fa, nonostante fosse stato invitato a un importante Festival in Francia, ha declinato l'invito perche' la manifestazione era sostenuta dal governo israeliano.
Tra gli altri documentari in concorso anche 'InColore' di Fabrizio D'Agostino, una giornata che racconta tante piccole storie che descrivono l'Italia di oggi fatta di passioni sportive e umane, di dubbi e di metodi diversi, di nuove culture e antichi valori, di colori diversi e dialetti comuni. Particolarmente atteso il documentario 'There must be another way', che vede protagoniste le cantanti Noa e Mira Award, la prima una famosa cantante israeliana, la seconda una cantante araba. Un film dal Medio Oriente con una diversa sonorita'. E ancora 'caos totale, la marcia perduta di Gaza' di Maurizio Fantoni Mannella. E' la cronaca esatta dei giorni confusi e appassionati trascorsi al Cairo dopo il rifiuto da parte del governo egiziano di concedere alle delegazioni internazionali il diritto di recarsi al confine con la Striscia di Gaza e di partecipare alla marcia. Sono due le sale di proiezioni simultanee nei due cortili del complesso di Sant'Anna. Ogni sera, dalle 19 alle 24.30. Prevista anche una retrospettiva: sara' dedicata a due registi di fama mondiale, cioe' Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi. Gia' nel 2009 il MoMa di New York dedico' loro un'ampia retrospettiva. La regia sara' composta da registi, un assirologo, un antropologo e una scrittrice. E domenica 25 luglio la premiazione con il documentario vincitore della quinta edizione del Festival 'SoleLuna'.