Nicola Fiasconaro 46 anni deve la sua fortuna alla pigrizia. Proprio così, alla pigrizia. E’ lui a spiegarlo senza snobismo, con l’aria di avere ricevuto un dono che tale proprio non è, tutt’altro. Nicola Fiasconaro però la racconta a metà, era pigro a scuola, non gli piaceva curvarsi sui libri, ma era attento al lavoro del padre, il suo mentore. Gli piaceva stargli accanto in pasticceria ed aveva una naturale attitudine all’apprendimento delle abilità paterne. E’ così che è nata ed è cresciuta una realtà imprenditoriali più note della Sicilia. I prodotti di Nicola Fiasconaro, infatti, sono noti ormai in ogni parte d’Italia e d’Europa. Ma non è solo la qualità del prodotto, che ha reso celebre l’imprenditore di Castelbuono nel campo dolciario, ma la sua peculiarità.
Il pasticciere siciliano è andato a vincere nella tana del lupo, perché il panettone che produce è il prodotto tipico milanese.
Non c’è nulla che rappresenti meglio del panettone la civiltà alimentare meneghina. Come ha potuto Nicola Fiasconaro osare tanto?
“Faccio una premessa, non siamo un’industria, siamo una famiglia che s’ingegna sapendo ciò che fa e come. Mio figlio Mario ha 17 anni, sta ripetendo le tappe del padre. Preferisce la pasticceria alla scuola. Mia figlia Agata ha 21 anni, studia economia aziendale. Serve eccome avere una come lei”.
Com’è nato il panettone Fiasconaro?
“Profumi di mandorle, laboratorio di casa. Mentre mia madre partoriva, mio padre sfornava dolciumi Io sperimentavo canditi e frutta secca, ero innamorato del mio mestiere e di Castelbuono. Per fortuna mio padre si accorse della mia buona disposizione. Intuì che c’era del buono in ciò che facevo e mi mandò a bottega nelle migliori pasticcerie. E’ così che ho imparato il mestiere. A venti anni avevo acquisito tecniche millenarie di cultura dolciaria. Mi intrigava scoprire altre culture. Ho frequentato anche una scuola, gareggiavo, partecipavo a concorsi, imparavo sempre cose nuove”.
E poi è arrivato il panettone?
Ho avuto maestri nei lieviti, veneti e lombardi, ho appreso tutto sulle paste acide, fermentazioni naturali. Da una semplice pallina di acqua e farina si creano meraviglie.
Lei, però, è una felice eccezione in Sicilia. Eppure nel campo dolciario l’Isola gode di buona fama. Perché questa qualità non si traduce in industria, commerci, internazionalizzazione dei prodotti? Perché c’è un solo Fiasconaro?
“No, non c’è solo un Fiasconaro, Sono ormai tanti a lavorare bene. Ma le potenzialità siciliane non sono ben sfruttate, non si valorizza il patrimonio che ci regala la natura. Ci sono prodotti conosciuti ovunque. Nel palermitano il principe e la regina sono il cannolo e la cassata, a Caltanissetta c’è la cubaita, il mitico torrone di miele e mandorle che si fa da mille anni con sesamo e cimino. La mitica pizzuta con il pistacchio Bronte. Potrei continuare così per una giornata intera, non c’è paesino che non abbia la sua specialità. Sappiamo fare bene tante cose, possiamo contare su prodotti della terra che non hanno uguali al mondo. Io ho appreso la cultura nordica ed ho utilizzato ingredienti e sapori mediterranei. Mio padre vendeva mille panettoni al nord ogni anno, fino a che non abbiamo prodotto il nostro panettone e ne abbiamo venduti molto di più”.
Che cosa suggerisce?
Regolamentiamo le materie prime, ci vuole più rigore nell’alimentazione. Occorre severità, protezione dei nostri prodotti. Io mi sono impegnato per realizzare filiere di prodotti genuini. Miriamo alla tracciabilità totale del prodotto. Nel nostro lavoro il supporto scientifico è essenziale. Quest’anno faremo un panettone all’amarone con il consorzio Soave di Verona, abbiamo stipulato convenzioni con Cybus parma ed altri consorzi. Abbiamo cercato la collaborazione delle università per monitorare, controllare e certificare le materie prime e i prodotti finiti.
Abbiamo un problema culurale in Sicilia, autentico autolesionismo: più di 5 milioni di siciliani si nutrono di alimenti che non sono prodotti nell’Isola. Abbiamo il meglio e compriamo prodotti non siciliani. Anche gli enti pubblici, assurdo.
Il futuro che cosa vi riserva?
Il futuro è già presente. Non facciamo grande distribuzione, i grandi volumi sacrificano il gourmet crativo. Si è costretti a fare compromessi sulla qualità con la grande distribuzione. Bisogna realizzare lo standard. Siamo supercorteggiati, abbiamo il piacere di rimanere artigiani.
sai da dove si sente che non ci sono conservanti dal sapore e dal colore, può incominciare benissimo a ottobre e consegnare a novembre poi se vai a comprare un fiasconaro il 26 dicembre non si trovano più.Ricordati se si usano i prodotti buoni e non i miglioratori la differenza si vede e si sente fidati, mi dispiace che ci sono tutti sti tuttologhi in giro forse sei un dolciere sfigato e ti rode dimenticavo nel periodo prima di natale tanti psticcieri lavorano 24 ore su 24 quindi lavora caro lavora non dire c......e
mi spiace dissentire con l'ultimo commento, ma io ho avuto il piacere di assaggiare i panettoni fiasconaro di castelbuono 15 anni fa quando erano sconosciuti ai + ed erano molto + buoni di quelli di adesso!
ha ragione l'utente che definisce fiasconaro un grande industriale dolciario: non è un offesa, ma un complimento! un artigiano non può produrre + di una certa quantità di prodotti; l'abilità del grande industriale dolciario sta nel riprporre al grande pubblico un prodott (aimè) industriale ma di eccellente qualità.
però i panettoni di 15 anni fa........
saluti
A.P.
signor fiasconaro, lei dice di usare solo prodotti artigianali , non usa farine speciale per panettoni? se non usa farine speciali il suo impasto lo fa lievitare sicuramente due tre volte per molte ore, in due giorni? come fa a fare un panettone artigianale non mettendo conservanti ed aromi vari ? come fa un panettone artigianale se inizia ad settembre ad infornare panettoni nei suoi forni industriali , sicuramente suo padre era un artigiano , lei è un grande industriale dolciario , ma sicuramente molto bravo complimenti senza rancore .
un buon gustaio.
n.b. per fare un panettone artigianale partento dalle farine non trattate occorrono molte ore , almeno 36 ore, per fare migliaia di panettoni artigianali
sai da dove si sente che non ci sono conservanti dal sapore e dal colore, può incominciare benissimo a ottobre e consegnare a novembre poi se vai a comprare un fiasconaro il 26 dicembre non si trovano più.Ricordati se si usano i prodotti buoni e non i miglioratori la differenza si vede e si sente fidati, mi dispiace che ci sono tutti sti tuttologhi in giro forse sei un dolciere sfigato e ti rode dimenticavo nel periodo prima di natale tanti psticcieri lavorano 24 ore su 24 quindi lavora caro lavora non dire c......e
Così come nell'arte pasticcera anche nella vita si devono dosare diversi ingredienti: pazienza ,voglia di fare, positività ,fermezza, dinamicità,( il tutto farcito con una bella dosa di fortuna naturalemente) e credo questo abbia fatto il signor Fiasconaro che è un vanto per le Madonie e per la Sicilia .Tutti noi siciliani dovremmo fermarci un pò a riflettere e soprattutto avere fiducia nelle nostre capacità e contare sulle nostre forze !! Complimenti al sig. Fiasconaro
signor fiasconaro, lei dice di usare solo prodotti artigianali , non usa farine speciale per panettoni? se non usa farine speciali il suo impasto lo fa lievitare sicuramente due tre volte per molte ore, in due giorni? come fa a fare un panettone artigianale non mettendo conservanti ed aromi vari ? come fa un panettone artigianale se inizia ad settembre ad infornare panettoni nei suoi forni industriali , sicuramente suo padre era un artigiano , lei è un grande industriale dolciario , ma sicuramente molto bravo complimenti senza rancore .
un buon gustaio.
n.b. per fare un panettone artigianale partento dalle farine non trattate occorrono molte ore , almeno 36 ore, per fare migliaia di panettoni artigianali
Così come nell'arte pasticcera anche nella vita si devono dosare diversi ingredienti: pazienza ,voglia di fare, positività ,fermezza, dinamicità,( il tutto farcito con una bella dosa di fortuna naturalemente) e credo questo abbia fatto il signor Fiasconaro che è un vanto per le Madonie e per la Sicilia .Tutti noi siciliani dovremmo fermarci un pò a riflettere e soprattutto avere fiducia nelle nostre capacità e contare sulle nostre forze !! Complimenti al sig. Fiasconaro
BRAVO Signor Fiasconaro! In Sicilia servirebbero migliaia di Fiasconaro
Così come nell'arte pasticcera anche nella vita si devono dosare diversi ingredienti: pazienza ,voglia di fare, positività ,fermezza, dinamicità,( il tutto farcito con una bella dosa di fortuna naturalemente) e credo questo abbia fatto il signor Fiasconaro che è un vanto per le Madonie e per la Sicilia .Tutti noi siciliani dovremmo fermarci un pò a riflettere e soprattutto avere fiducia nelle nostre capacità e contare sulle nostre forze !! Complimenti al sig. Fiasconaro
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