L’avventura nel mondo del vino inizia nel 1995 per Antonino Cossentino, quando un po’ per passione e un po’ per gioco cominciò a vinificare le uve autoctone da pochi ettari di vigneto vicino Partinico, in provincia di Palermo. Da tecnico dell’Italtel che si occupava di controllo di processi non avrebbe mai pensato che l’opportunità di dedicarsi di più a quell’azienda di famiglia lo avrebbe trasformato in manager vitivinicolo.
E invece è accaduto. “L’azienda appartiene alla nostra famiglia da oltre 100 anni”, racconta a SiciliaInformazioni, “ricordo ancora quando mio padre raccoglieva le uve e quando poi iniziò a conferirle alle cantine sociali: da quel momento si interruppe il contatto col terroir e si perse la tradizione di coltivare l’uva per ottenerne la migliore qualità”.
Una strada che, però, Antonino Cossentino è riuscito a lasciarsi alle spalle grazie alla sua dedizione e alla sua passione. “Quando iniziai ad occuparmi della conduzione in prima persona facevo le mie piccole vinificazioni con una piccola cantina”, prosegue. Ma la svolta avvenne nel 2000. “Riuscii a partecipare al patto territoriale del Golfo di Castellammare e con un investimento di 400 mila euro realizzammo una cantina che è entrata a regime cinque anni fa”.
La materia prima viene coltivata in regime biologico certificato Icea per il mercato nazionale e Nop per quello statunitense, in due contrade molto vocate, la Costa di Bisaccia e Contrada Lavatore. Qui, sopra Partinico, ad un’altitudine compresa tra i 350 e i 400 metri, si trovano i 15 ettari di vigneto che guardano il Golfo di Castellammare. I restanti 5 ettari aziendali vengono destianti ad altre colture tra cui l’ulivo nelle cultivar Biancolilla e Cerasuola le cui olive vengono molite in purezza. Ma è il vino il biglietto da visita dell’azienda Cossentino. “Si tratta di una delle aree più vocate del territorio, per altitudine ed esposizione”, spiega il patron, “a tre chilometri dalla contrada Grisì, rinomata per la qualità delle uve che li si riescono a produrre”.
La densità d’impianto di circa 4.500 piante per ettaro e il metodo di potatura mirato all’ottenimento di basse rese costituiscono ulteriori garanzie per la qualità delle uve che a piena maturazione vengono raccolte rigorosamente a mano e adagiate delicatamente in cassette. La lavorazione avviene nella stessa azienda, a pochi minuti dalla raccolta, e il raffreddamento rapido del pigiato garantisce alle uve una adeguata conservazione della fragranza del frutto durante la vinificazione. Solo per i vini rossi si utilizzano barriques e tonneaux da 500 litri nuovi o di secondo passaggio.
I vitigni protagonisti sono gli autoctoni Nero d’Avola, Catarratto e Grillo, di cui andranno presto impiantate nuove viti, e gli internazionali Chardonnay, che in questo momento occupa 4 ettari da “ridimensionare”, come ama dire il manager, e tra i rossi il Cabernet Sauvignon, il Syrah e il Merlot, su cui Cossentino punta molto. E a ragione visto che dalla vendemmia 2003 viene premiato nei maggiori concorsi enologici. “È un vitigno che qui riesce ad esprimersi al meglio e lo abbiamo dedicato a Felice Lioy, un veneto vissuto alla fine del ‘700 che amministrava i beni della Magione. Re Ferdinando I di Borbone lo aveva incaricato di individuare un terroir molto vocato per la produzione dei suoi vini e Lioy lo trovò proprio a Partinico, dove venne realizzata successivamente anche la cantina reale”.
Una storia che forse affascina anche chi acquista il vino. “Vendiamo pochissimo in Sicilia”, confessa Cossentino, “il nostro prodotto viene principalmente apprezzato a Bologna e Milano, e all’estero, tra Usa, Germania, Svezia, Danimarca, Belgio e Svizzera”.
AZIENDA AGRICOLA COSSENTINO. Indirizzo: via Principe Umberto, 241 – 90047 Partinico (PA). Telefono: 0918782569; fax: 0918782569. Email: info@cossentino.it; sito: www.cossentino.it.