Un piccolo villaggio di 800 abitanti con un panorama sull'Etna, Vulcano e Stromboli. Si chiama Gesso e si trova a 16 chilometri dal centro di Messina. Qui a partire da sabato 31 si aprirà una singolare mostra di foto d'epoca che, per la sua quarta edizione, avrà come tema “la vendemmia”.
Le foto infatti sono state in gran parte donate dalle famiglie del piccolo centro, per mantenere vivo il ricordo di come questo momento fosse fondamentale per la vita delle generazioni passate. “Lo scopo che anima l’iniziativa è lo stesso che ha portato all’organizzazione di un altro evento dedicato alla panificazione, ovvero svelare alle nuove generazioni, tramite le foto donate dalle famiglie del villaggio, i costumi degli avi”, spiega Patrizio Mavilia, presidente dell'associazione “Gesso- la Perla dei Peloritani”, che ha organizzato la mostra assieme alla Provincia di Messina.
La mostra fa parte di un progetto più ampio, inaugurato con la conferenza sulla “Caserma ritrovata” del villaggio Gesso, che riguarda la musealizzazione delle antiche tradizioni negli spazi. E in questo caso la fotografia è il mezzo “rievocativo e nostalgico”, scelto come tramite tra il vecchio e il nuovo. “Gli scatti amatoriali presenteranno al pubblico la storia del vino, il momento in cui dall’acino si ottiene il liquido ammaliatore tra le risa e gli improperi dei contadini che si ritrovano al lavoro festosi”, racconta Mavilia. Che prosegue: “Una tappa, quella dedicata al vino, fondamentale per ricostruire il grande puzzle delle tradizioni dei Peloritani, la bevanda che si muove tra mito e magia, di cui oggi sembra essersi persa la vera concezione, che è perfettamente racchiusa nella vendemmia”.
“Ogni foto documenta un attimo di questa festa, cela una storia che merita di essere scoperta”, conclude, “e l’Associazione offre allo spettatore, affascinato da un mondo lontano eppur così importante, l’opportunità di immaginare il passato e trarre da esso consapevolezza del presente”.
L'appuntamento è previsto per le 19, presso i locali dell’ex Chiesa del Carmine, concessi dalla parrocchia Sant’Antonio Abate.